Parco Agrisolare: fondo perduto fino all’80 % con la nuova legge

Finalmente con la nuova legge Parco Agrisolare, fondo perduto fino all’80 %. Il decreto è ufficialmente sulla Gazzetta Ufficiale n. 152 del 1° luglio 2023. Per questa manovra il Governo ha stanziato un fondo di 1 miliardo di euro.

Ti avevamo già anticipato questa importante novità in uno degli ultimi articoli del blog, ed eravamo in attesa di notizie ufficiali. Il bando è presente all’interno del Decreto 19 aprile 2023, con il quale sono stati previsti importanti benefici per tutti gli interventi di installazione di impianti fotovoltaici su edifici ad uso produttivo.

Parco Agrisolare PNRR: le informazioni principali

Nell’articolo precedente avevamo infatti elencato:

  • Le principali novità previste dal decreto, che risultano confermate dall’attuale legge;
  • I soggetti che possono accedere ai fondi previsti dal PNRR;
  • L’entità dei fondi stanziati per ciascuna categoria;
  • Le spese che rientrano nei massimali.

Per quanto riguarda i criteri e l’entità di aiuto, l’art. 5 della legge prevede che venga riconosciuto un finanziamento in conto capitale con diverse intensità di aiuto, distinguendo in base alla tipologia di attività produttiva. In particolare:

  1. Per le aziende agricole attive nella produzione primaria;
  2. per le imprese attive nel settore della trasformazione di prodotti agricoli;
  3. per le imprese di trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli e le altre imprese non ricomprese nelle definizioni di cui alle precedenti lettere a) e b).

Ti interesserà molto anche quanto è riportato nell’Allegato di questa norma, che riassumiamo di seguito. È infatti articolato in tabelle distinte.

Si prevede una serie di aiuti agli investimenti in attivi materiali e attivi immateriali nelle aziende agricole connessi alla produzione agricola primaria per la produzione di energia solare rinnovabile. La seconda configurazione prevede aiuti agli investimenti, sempre in attivi materiali e immateriali, nel settore della trasformazione di prodotti agricoli. Le voci di spesa prescritte nella tabella sono le medesime, ma si aggiunge un punto nel caso di imprese operanti nel settore della trasformazione di prodotti agricoli:

L’intensità dell’agevolazione riconosciuta per i progetti ammessi a finanziamento è individuata, nei limiti massimi delle intensità di cui al presente decreto e nel rispetto delle previsioni del medesimo, con i successivi provvedimenti sulla base della potenza degli impianti fotovoltaici oggetto di investimento.

Tra le spese ammissibili troviamo:

La terza tabella prevede inoltre aiuti per gli investimenti nel settore della trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli (in esenzione ai sensi del regolamento UE n. 651/2014 (“Regolamento generale di esenzione per categoria”). Importanti sono i riferimenti ad altri due articoli:

  • art. 38 – Aiuti agli investimenti a favore di misure di efficienza energetica. In questo articolo si parla inoltre dei costi ammessi e di quelli non ammissibili.
  • art. 41 che individua gli aiuti agli investimenti volti a promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Sempre questa parte dell’allegato prescrive poi:

I costi ammissibili sono i costi degli investimenti supplementari necessari per promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili e, ove richiesto dall’azienda in relazione alla specifica situazione dell’edificio su cui pone i pannelli solari, anche i costi degli investimenti supplementari necessari a conseguire il livello più elevato di efficienza energetica, come disciplinati nel decreto e nell’avviso di partecipazione. L’intensità di questa agevolazione è del 30 % dei costi ammissibili.

Inoltre, è previsto che l’intensità di questo aiuto possa essere aumentata del:

  • 20 % per gli aiuti concessi alle imprese di piccole dimensioni;
  • 10 % nel caso di medie imprese;
  • 15 % per gli investimenti realizzati nelle zone assistite che soddisfino le condizioni indicate nell’art. 107, par. 3, lettera a) del Trattato.

Nell’ultima tabella, si parla infine di aiuti agli investimenti nel settore della produzione agricola primaria eccedenti il limite di autoconsumo ovvero di autoconsumo condiviso. Quest’ultima è infatti una novità importante introdotta dalla nuova legislazione.

Un ultimo punto che devi tenere presente riguarda la realizzazione degli interventi (si tratta dell’art. 9):

I soggetti beneficiari dovranno realizzare, collaudare e rendicontare gli interventi entro 18 mesi dalla data della pubblicazione dell’elenco di cui al comma 3 dell’art. 8, salvo richiesta di proroga, sostenuta da motivi oggettivi e soggetta all’approvazione a cura del soggetto attuatore, d’intesa con il Ministero. Deve essere garantita comunque la realizzazione, collaudo e rendicontazione degli interventi entro il 30 giugno 2026.
Eventuali variazioni progettuali potranno essere apportate, a condizione che le stesse non comportino un peggioramento della prestazione energetica complessiva indicata nel progetto approvato in sede di concessione del contributo e in ogni caso non superino l’importo del contributo concesso, nel rispetto delle tempistiche predefinite dal Piano.

Per qualsiasi altra informazione ti suggeriamo di leggere attentamente il decreto presente in Gazzetta Ufficiale, che trovi qui

Aggiornamento: a partire da luglio 2023 è stato reso pubblico anche il nuovo Regolamento operativo Parco Agrisolare con le misure di attuazione. Lo trovi disponibile qui

Aggiornamenti del GSE sul bando Parco Agrisolare

A partire dal 7 dicembre 2023 il GSE ha inviato i primi provvedimenti sugli impianti ammessi agli incentivi previsti dal Secondo bando Agrisolare. Si prevede che entro la fine del 2023 il MASAF pubblichi tramite decreto ministeriale un “primo elenco di progetti ammessi ai fini del raggiungimento del target di assegnazione complessivo di 750 milioni di euro, di cui 438 milioni ammessi con il primo bando e 312 milioni con il secondo bando”.

Il GSE indica inoltre che: “In considerazione delle ulteriori risorse assegnate alla misura “Parco Agrisolare”, pari a 852 milioni di euro per un totale complessivo di oltre 2,3 miliardi di euro – in sede di revisione del PNRR – si può già anticipare che tutte le richieste verranno valutate e che la platea degli ammessi sarà ampliata”.